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January 1, 2005
Università degli Studi di Roma La Sapienza
Nicole Vizioli
thesis/dissertation
Floria Sigismondi tra video, pittura e fotografia: interferenze e contaminazioni
Dal momento che nel percorso di Floria Sigismondi l’immagine si presta a molteplici ordini e procedure artistiche differenti, è a partire dai suoi lavori video che si è tentato di rintracciare da un lato la componente pittorica, attraverso alcuni riferimenti opportuni, come Francis Bacon e Gottfried Helnwein, dall’altro quella fotografica, per osservare quanto questi linguaggi abbiano evidentemente plasmato il suo modo di vedere e percepire la realtà, forgiato il suo approccio all’immagine, e quanto essi rivendichino la propria presenza nel processo di ideazione dell’immagine stessa.
Author - Nicole Vizioli
Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2005-06
* Full thesis: 126 pages
This thesis is written in Italian
Dal momento che nel percorso di Floria Sigismondi l’immagine si presta a molteplici ordini e procedure artistiche differenti, è a partire dai suoi lavori video che si è tentato di rintracciare da un lato la componente pittorica, attraverso alcuni riferimenti opportuni, come Francis Bacon e Gottfried Helnwein, dall’altro quella fotografica, per osservare quanto questi linguaggi abbiano evidentemente plasmato il suo modo di vedere e percepire la realtà, forgiato il suo approccio all’immagine, e quanto essi rivendichino la propria presenza nel processo di ideazione dell’immagine stessa.
Accostarsi all’opera di Floria Sigismondi significa intraprendere un discorso estetico che si sviluppa attraverso molteplici discipline e pratiche artistiche. L’artista ha sperimentato con curiosità diversi campi dell’arte, passando dalla pittura alla fotografia, per poi fondere e sintetizzare tali linguaggi nel videoclip, forma ibrida e sfuggente.
Nella prima parte del presente lavoro, si è ritenuto indispensabile ricostruire brevemente la storia di questo formato audiovisivo, analizzando i dispositivi e le logiche che ne regolano l’efficacia, e ricostruendo in parte l’attuale dibattito che pone al suo centro il fenomeno.
Nell’attuale scena videomusicale il nome della regista è ormai annoverato tra quelli delle più influenti personalità del settore, grazie alle quali questa forma breve ha raggiunto la sua maturità linguistica.
L’universo visivo di Floria Sigismondi è surreale, visionario, multiforme, prende vita da una costante suggestione onirica e da un forte simbolismo che arriva al mezzo video attraverso un percorso ben preciso; l’artista ha infatti sviluppato una solida conoscenza delle tecniche espressive, dalla pittura alla fotografia.
I risultati a cui giunge nell’immagine in movimento, uniti in una poetica tanto particolare e compatta, arrivano dunque da diversi ambiti, le storie che ci mostra, parlano diversi linguaggi.
A questo proposito, nella seconda parte della ricerca, dopo una rapida e necessaria presentazione dell’artista, si è voluto rintracciare le influenze, riconosciute e in ogni caso evidenti, che hanno contribuito a forgiare il suo stile singolare e subito riconoscibile, da molti definito come uno tra i più inquietanti ed estremi.
In particolare, il secondo capitolo affronta la questione del multilinguismo, della contaminazione espressiva che, potremmo dire, costituisce l’essenza del suo stile.
Dal momento che nel percorso di Floria Sigismondi l’immagine si presta a molteplici ordini e procedure artistiche differenti, è a partire dai suoi lavori video che si è tentato di rintracciare da un lato la componente pittorica, attraverso alcuni riferimenti opportuni, come Francis Bacon e Gottfried Helnwein, dall’altro quella fotografica, per osservare quanto questi linguaggi abbiano evidentemente plasmato il suo modo di vedere e percepire la realtà, forgiato il suo approccio all’immagine, e quanto essi rivendichino la propria presenza nel processo di ideazione dell’immagine stessa.
Nella terza parte si è entrati nel vivo della questione, accostandosi e analizzando il linguaggio visivo dell’artista.
Sono emerse alcune tematiche ricorrenti, che si intrecciano, a un livello più profondo, ad un’unica e coerente concezione della realtà e dell’arte; la metamorfosi, il cambiamento come condizione obbligatoria, il corpo come luogo di un’intensa sperimentazione enunciativa, la presenza simbolica dell’ animale. Sono stati analizzati i personaggi che popolano i suoi lavori, strane e grottesche creature dai movimenti convulsi, e i luoghi, inquietanti scenari dove essi si muovono.
Vista la scarsezza di materiale a disposizione(poiché nulla di esaustivo è ancora stato scritto a proposito di quest’artista, se non brevi e sporadici articoli), fondamentale per questo lavoro è senza dubbio stata la possibilità di interagire con lei, attraverso un’intervista da me realizzata il 16 settembre 2006, via mail.
Essa è divenuta uno strumento necessario, guida costante e spesso unico punto di riferimento per intraprendere e sviluppare questa ricerca, che nasce da un profondo interesse e da una enorme stima per quest’artista e il suo universo creativo.




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