Nelle sue opere Gottfried Helnwein si occupa
della sofferenza spesso silenziosa dei bambini, causata da traumi di
guerra o abusi e violenze. Nei suoi dipinti superrealistici egli
contrappone l'innocenza infantile al sangue, alle bende, alle armi e
alle uniformi militari. Attraverso immagini implicitamente brutali,
rende visibile la vulnerabilità e il bisogno di protezione dei bambini.
Le figure centrali del suo lavoro artistico sono ragazzine pallide, a
volte coperte di sangue, a volte in uniforme militare o con un'arma in
mano.
Undici importanti opere dell'artista, alcune delle quali
di grandi dimensioni, sono adesso esposte in questa mostra nella
magnifica sala storica della Biblioteca Marciana, la Sala Sansoviniana,
accanto a opere prestate dal Museo Albertina di Vienna. I dipinti
entrano in dialogo con i grandi maestri Tiziano, Veronese e Tintoretto,
che adornano il magnifico soffitto dello spazio espositivo.
Nato
a Vienna nel 1948, il pittore e fotografo Gottfried Helnwein ha
studiato pittura con Rudolf Hausner all'Accademia di Belle Arti di
Vienna ed è considerato uno degli artisti di lingua tedesca di maggior
successo a livello internazionale, ma anche uno dei più controversi del
dopoguerra. L'artista vive attualmente in Irlanda e a Los Angeles. Le
mostre di Helnwein attirano un gran numero di visitatori. La sua grande
retrospettiva all'Albertina di Vienna nel 2013, per esempio, ha avuto il
numero record di oltre 250.000 presenze.
Opere di Helnwein sono
presenti nelle collezioni del Museo d'Arte Moderna di Los Angeles,
dell'Albertina di Vienna, del Museo Ludwig di Colonia, del Museo Statale
Russo di San Pietroburgo e molti altri. Sono collezionisti delle sue
opere anche Sean Penn, Nicolas Cage, Arnold Schwarzenegger, Ben Kingsley
e Marius Müller-Westernhagen.