Allude alla Terra, al suo soffocamento, un monito disperato. Vuol dire che non c'è più tempo da perdere perché, traducendo, “il respiro lungo si sta facendo più corto”. Un motto ansiogeno, perfetto per denunciare l'emergenza di un alto rischio per la generazione ventura, emblematicamente incarnata nel volto inespressivo di un bimbo adagiato nel sonno, un essere incolpevole e inconsapevole su cui può incombere una catastrofe.
Il taglio “fotografico” ravvicinato e freddo, insieme alla spregiudicata dimensione, sublimano vertiginosamente l'inquietudine. È lo stile inconfondibile, ma fino ad ora mai così iperbolico, dell'artista austriaco Gottfried Helnwein (Vienna, 1948), sempre molto a suo agio nel comunicare i tormenti che inquinano l'anima. Il committente dell'opera è Klima und Energiefonds, un ente per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie ambientali ecosostenibili.